Venezia, città magica che nei secoli
ha dialogato con cabala, alchimia e logge segrete
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Tra simbolismi e patriziato, Cà Bonfadini si è trovata al centro di atmosfere misteriose

Old houses and bridge over Canal De Cannaregio in Venice, Veneto, Italy
Medieval alchemist working in his laboratory
Venice, Italy, April 2, 2016: A man smokes and phones on the street Fondamenta Cannaregio in Cannaregio district. The entire Venetian lagoon is listed as UNESCO World heritage Site.
Venice, Jewish Ghetto: a famous street in the Jewish ghetto of Venice.
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Venice, Veneto, Italy - June 3, 2014: The neoclassical church of Maddalena in the district of Cannaregio
Venice, Italy, September 13, 2019: Campo Santo Stefano square with Palazzo Pisani palace and Conservatorio Benedetto Marcello conservatory building in historical city centre San Marco sestiere
Venice, Italy, Feb 26 - A view of a canal in the heart of Venice in the Sestiere di San Polo (San Polo Parish), near the Rialto Bridge. The hidden Venice, far from the traditional tourist routes, to discover the most evocative corners of the city on the water, destination of millions of tourists every year.
Venice, Italy - June 21, 2017: Santa Maria Gloriosa dei Frari Basilica in Venice, seen from canal with gondola

 

Il fascino di Venezia non è solo legato alle emozioni che è in grado di suscitare, ma anche a segreti e pratiche mistiche dei secoli scorsi, di cui troviamo testimonianza in palazzi d’epoca e opere d’arte.

 

Cà Bonfadini, dimora storica che nell’Ottocento fu abitata dalla famiglia ebrea dei Vivante, si trova all’interno di un percorso esclusivo, segnato dalla sete di conoscenza, riti e ritrovi segreti.

 

 

 

 

Nel corso del Medioevo e del primo Rinascimento il sistema filosofico esoterico dell’alchimia e i suoi riti trovarono a Venezia terreno fertile.

Il desiderio di conoscenza, le nozioni di fisica, chimica ed astrologia, che si fondevano con la metallurgia e la medicina lasciarono segni profondi nella città, grazie anche ad una sensibilità già stimolata dalle pratiche della cabala seguite nel Ghette Ebraico, con cui l’alchimia aveva dei punti di contatto.

Alla fine del Rinascimento l’alchimia perse ogni fascino, grazie al sorgere del metodo sperimentale; ma con la nascita della Massoneria, nel corso del Settecento, alcuni di quei rituali furono ripresi.

 

 

 

Il sestiere di Cannaregio, dove sorge Cà Bonfadini, custodisce alcune delle testimonianze più importanti di queste pratiche circondate da un’aurea di mistero.

 

Come tutti gli itinerari noti solo a pochi, gli indizi di questo sentiero sono in piena luce.

Inizia così, sull’architrave di una chiesa, una passeggiata che ci porta alla scoperta di un’associazione segreta di cui si dice facessero parte anche Giacomo Casanova e Antonio Canova: la loggia massonica, che praticava le regole dell’alchimia, mescolando filosofia, chimica ed esoterismo.

 

A circa 10 minuti da Cà Bonfadini sorge la Chiesa di Santa Maria Maddalena, semplicemente nota come la Chiesa della Maddalena, una delle tante bellezze architettoniche di questa incredibile città.

 

Già la forma, circolare, è insolita per Venezia.

Costruita su una struttura preesistente, fu completamente rinnovata nella seconda metà del Settecento in stile neoclassico; la storia ci racconta che la chiesa fu edificata secondo le dottrine della massoneria.

Sull’architrave è scolpito l’occhio inscritto in un cerchio e in una piramide: uno dei simboli più noti dell’associazione.

 

Poco distante dalla chiesa della Maddalena, lungo il rio della Misericordia, si trova Palazzo Lezze; una palazzina secentesca bella, che potrebbe passare inosservata per la posizione discreta.

 

Ma basta soffermarsi e guardare con attenzione per scorgere nella patàre (le “mattonelle” istoriate) dei veri e propri racconti alchemici: cigni, serpenti e coccodrilli hanno un significato legato agli elementi naturali, componenti base delle miscele studiate dagli alchimisti.

 

 

 

Dal sestiere Cannaregio il percorso si snoda tra le calli e i campi, sfiora il sestiere di Castello e giunge sino alla Basilica di San Marco.

Qui, quattro colonne della facciata della basilica, sono decorate dai nodi di Salomone, simbolo esoterico che ricorda l’unione di due elementi che si fondono, icona massonica che nella sua versione stilizzata diventa la Stella di David (padre di Salomone).

Un “omaggio” lasciato dai muratori che costruirono l’edificio.

 

Da piazza San Marco ci si sposta al Conservatorio Benedetto Marcello.

 

Quello che oggi è il Museo della Musica, nel Settecento fu l’abitazione della famiglia Pisani, antica dinastia patrizia veneziana (tra di loro vi fu anche un Doge, Alvise Pisani che governò la città dal 1735 al 1741).

In un restauro recente sono stati svelati degli ambienti interamente dedicati alla simbologia massonica; dalle ricostruzioni storiche pare che quelle sette stanze fossero state fatte realizzare appositamente per ospitare un vero e proprio tempio massonico, il cui corpo rituale è tutt’oggi fortemente influenzato dalla cabala.

 

Ultima tappa del percorso la chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari, la più grande delle chiese di Venezia.

Siamo nel sestiere di San Polo, quartiere vivace e ricco di botteghe.

Tra i tanti tesori artistici conservati nella chiesa vi è anche la tomba di Antonio Canova. Lo scultore è in realtà sepolto altrove, ma qui è conservata l’urna con il suo cuore.

Un cenotafio di forma piramidale, arricchito da figure mitologiche, ricorda uno dei massimi rappresentanti della loggia massonica.

La piramide è infatti il simbolo del Grande Architetto dell’Universo -la divinità suprema dei massoni, ma ha significati importanti anche per l’alchimia, secondo cui rappresenta un’entità intermedia tra la sostanza spirituale e la materia che ricade sotto i nostri sensi, e nella cabala, per la quale è espressione di crescita ed espansione.

 

Il percorso, iniziato con un triangolo scolpito sulla facciata di una chiesa, si chiude con una piramide all’interno di  un altro edificio religioso, luoghi che da sempre custodiscono segreti e misteri.

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