Un anniversario importante, che Cà Bonfadini celebra
ospitando una mostra all’interno della propria struttura,
per svelare la storia, dentro la Storia.

La facciata di Cà Bonfadini
Dettaglio dell'albero genealogico della famiglia Bonfadini
Dettaglio del mosaico con aquila e boccioli di pesco
Dettaglio di un affresco
Affreschi all'interno della Suite 7
Affresco nella Sala d'Ercole: Ercole abbatte l’Idra di Lerna
Dettaglio del Salone Imperiale
Cà Bonfadini, dettaglio degli stucchi
Affreschi di uno dei salottini

Il 421 d.c. è l’anno ufficiale della fondazione di Venezia.

 

Da allora sono passati 1600 anni; sedici secoli in cui la splendida città lagunare è stata amata, descritta, dipinta e sognata da milioni di persone.

 

Per celebrare la ricorrenza Cà Bonfadini, dimora storica sulla riva di Cannaregio, ospita nella propria struttura una mostra che ripercorre la storia del palazzo che, inevitabilmente, si intreccia con quella della città.

 

 

Pare che il palazzo sia il risultato della fusione di due edifici gotici preesistenti, ma i documenti a disposizione permettono di ricostruire con certezza la storia della dimora solo a partire dal XVII secolo, quando la famiglia Bonfadini, ricchi mercanti che nel 1642 ottennero il titolo nobiliare grazie a cospicue donazioni, acquistò l’immobile.

 

Di quel periodo Cà Bonfadini conserva il magnifico mosaico con aquila e fiori di pesco, simbolo di immortalità, per rappresentare come è e sarà immortale la famiglia Bonfadini.

 

 

Quando alla fine del Settecento la Repubblica di Venezia cade, la famiglia Bonfadini si ritira sulla terra ferma e vende il palazzo, che viene suddiviso in appartamenti.

Bisogna aspettare il 1815 perché una delle famiglie che vi abita, i Vivante, acquisti l’intero stabile e riporti la dimora agli antichi splendori.

 

La maggior parte delle decorazioni che oggi abbelliscono il palazzo risale proprio a questo periodo.

La famiglia Vivante, per celebrare il proprio successo negli affari, fa abbellire diverse stanze da importanti artisti dell’epoca.

 

 

Al primo piano è particolarmente importante la Sala d’Ercole, dove un ciclo di affreschi rappresenta le fatiche d’Ercole: tramite la mitologia antica vengono espressi i nuovi valori della classe dirigente che non ha origini patrizie. In questo caso Ercole incarna la famiglia Vivante, che tramite il senso del dovere, della legge e del sacrificio propri degli uomini onesti, determina da sé la propria fortuna e i propri privilegi.

Anche il Salone Imperiale è decorato con lo stesso intento: qui la famiglia Vivante vuole sottolineare la propria grandezza rappresentando i fasti dell’Impero Romano.

 

 

Oltre agli affreschi, Cà Bonfadini custodisce degli splendidi stucchi realizzati da alcuni dei più grandi artisti del tempo: Giuseppe Borsato, che ebbe un ruolo di rilievo anche nei lavori di decorazione del Gran Teatro alla Fenice del 1808 e Giuseppe Castelli.

 

Delicati intrecci di fiori e foglie incorniciano affreschi e vestono discretamente anche le pareti più essenziali.

 

Oggi il palazzo, riportato agli antichi splendori, ospita 20 suite.

 

L’attento restauro della struttura, durato oltre 2 anni, è stato effettuato rispettando le indicazioni della Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Comune di Venezia, per valorizzare al meglio il pregio artistico della dimora e restituire alla città uno dei tanti gioielli che contribuiscono alla sua unicità.

 

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